Descrizione
Un movimento metropolitano che ha sconvolto il mondo dell'arte mondiale
Never Alone 1997 – 2004 Raving in Europe racconta il mondo dei free party tra il 1997 e il 2004 attraverso un volume che raccoglie centinaia di foto scattate da Cheyenne Clementi e Valentina Morandi Le due autrici non sono solo semplici osservatrici; hanno militato attivamente in questa cultura, e il loro lavoro rappresenta un testamento del loro profondo coinvolgimento. In una società dominata da razionalità e produttività, la cultura rave offre un’alternativa che privilegia emozioni, affetti e un senso di comunità. “NEVER ALONE 1997–2004 Raving in Europe” è un manifesto visivo di questo immaginario. In 196 pagine in bianco e nero, NEVER ALONE si afferma come un vero e proprio manifesto visivo e si impone come uno dei pochi reportage in grado di descrivere un’epoca di valori ben definiti, in cui la musica e la condivisione sono stati il vettore di comunicazione principale, fuori dagli schemi delle piattaforme sociali e della comunicazione di massa. NEVER ALONE è un libro fotografico da collezione, con una veste grafica ricercata e un occhio particolare alla qualità della stampa fotografica, che apporta un notevole contributo al panorama visuale e culturale del fenomeno rave, con scatti mai visti in grado di riportare alla luce una testimonianza unica nel suo genere di una controcultura che dopo vent’anni è in grado ancora di lasciare il segno nell’immaginario collettivo di giovani che cercano la propria strada nel mondo.
La nascita della cultura Street in Italia e i suoi pionieri
Il testo che correda il volume, scritto dall’autore di Rave New World Tobia D’Onofrio, accompagna il lettore – anche il più impreparato in materia – in un meraviglioso viaggio alla scoperta di una delle ultime controculture, così potenti e innovative da diventare presto “illegale”. “Il rave nasce come rituale di sparizione in cui si pratica l’arte dell’invisibilità e le feste sono zone temporaneamente autonome e libere che nascono e scompaiono nel nulla, nell’arco di poche ore. 1997-2004 può dunque essere considerato il periodo d’oro dei cosiddetti free party illegali e di tutta la cultura rave. Fu il momento di espansione del fenomeno a livello europeo, […] la scena rave era stata criminalizzata al punto che nel 1994 in Inghilterra il Criminal Justice Act mise fuorilegge i free party. A quel punto le energie si spostarono nel resto d’Europa e l’Italia fu subito teatro di feste leggendarie”.
“Cultura rave significava fare un passo a lato, scansarsi dalla società capitalista, abbracciare una filosofia più “alta” e uno stile di vita differenti, aprirsi alla condivisione, essere costantemente in viaggio, accettare una dimensione altra, un nuovo spazio/tempo, e coltivare un luogo d’incontro magico e misterioso, la festa, un crogiolo di sensibilità anarchiche in cui non era ammesso l’orrore del quotidiano”














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