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LA STRADA. DOVE SI CREA IL MONDO || MAXXI

Dal 7 Dicembre 2018 al 28 Aprile 2019 | Museo MAXXI, Roma

di Rory O'Keeffe

A volte dare un nome alle mostre è facile; una mostra di Andy Warhol includerà ovviamente le parole “Andy” e “Warhol”; con argomenti più sfuggenti e sfaccettati, ciò può divenire più difficile. Per la nuova mostra sul dialogo tra la strada e gli artisti, il MAXXI ha deciso di scegliere un titolo alquanto vago:  “La strada. dove si crea il mondo”. La pubblicità nelle metropolitane inoltre promette che tale mostra/evento, in programma dal 7 dicembre al 28 aprile 2019, andrà “oltre la tua idea di mostra”. Un’affermazione audace.

Se la pubblicità di The Street è ambiziosa, la sua portata lo è ancora di più. Ci sono più di 200 opere di oltre 140 artisti. Con soli 9 euro è il miglior profitto per i propri soldi (il miglior modo per mettere a frutto i propri soldi). Anche un elenco delle sezioni rivela quanto c’è da vedere qui: Mapping, Interventions, Street Politics, Everyday Life, Good Design, Community, Open Institutions. Non risulta, tuttavia esserci, un tema forte o un ordine chiaro in queste sezioni. Forse tale effetto è intenzionale, cercando di riflettere la spontaneità della strada.

Allora & Calzadilla

Per quanto riguarda l’affermazione: ‘oltre la tua idea di una mostra’, La Strada appare come la maggior parte delle altre mostre d’arte contemporanea con una forte attenzione alle installazioni ed ai film concettuali. La ricchezza di contenuti video offre alcuni dei punti salienti; O Sécolo di Cinthia Marcelle è un avvincente assalto sensoriale che mostra centinaia di oggetti di uso quotidiano lanciati per strada. Altri video rientrano in una sorta cliché, come Foot on, in cui si vede un piede che schiaccia più volte una lattina di Coca-cola.

La mostra ha alcuni aspetti nuovi. Smellscape di Sissel Tolaas permette di annusare tutti i profumi della strada, dall’odore di incenso calmante alla merda di un cane. Appaiono anche poster gratuiti disponibili alla presa dell’artista britannico Jeremy Deller e manifesti verdi e rossi stampati con una citazione di Antonio Gramsci.

Il MAXXI sta inoltre organizzando eventi di performance in concomitanza alla mostra, come ad esempio il suddetto How to leave Facebook di Jeremy Deller, in cui i suoi manifesti, che spiegavano come lasciare Facebook dopo lo scandalo di Cambridge Analytica, sono stati distribuiti negli spazi pubblici di Roma.
Come luogo in cui il pubblico e il privato interagiscono costantemente, la strada è una fruttuosa fonte di ispirazione per molti artisti ed il MAXXI ha fatto un ottimo lavoro nel mostrare talenti innovativi e stimolanti. Le dimensioni e la varietà della mostra sono impressionanti, ma a volte il tema sembra inconsistente e ci sono anche omissioni notevoli.

Il grosso problema è la totale assenza di street art influenzata dai graffiti. Per una mostra sull’arte contemporanea che si autodefinisce “la strada”, questo sembra un enorme svista, una scelta che sarebbe giustificata solamente se la mostra fosse in scala più piccola e tematicamente più coerente. Ma vale comunque la pena di andare anche solo ad annusare quell’incenso e quella merda di cane.

Anna Scalfi, untitled

Mostra

Museo MAXXI

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