Interviste Drago

INTERVISTA CON STELLA TASCA

di Alice Ghinolfi

Ciao Stella, iniziamo subito con le domande specifiche: parliamo della tua ultima mostra, On the Wild Side. So che ci lavori da tanto tempo… da quanto in specifico e come strutturi il tuo lavoro?
Ciao Alice! Il primo lavoro di questa mostra è di un anno fa, lo feci senza immaginare che poi avrebbe fatto parte di questo progetto.
Poco dopo lavorai ad un’altra idea simile e allora ho capito che stavo inconsciamente seguendo un tema. Che poi si è rivelato essere una “mia” celebrazione alla perfezione e la crudeltà del selvaggio animale e del poetico floreale. In quei giorni seguivo anche la nascita del documentario “On the wild side” di Giacomo Giorgi e la dedizione e la convinzione del suo lavoro mi ha convinto ad esplorare e toccare queste tematiche. Come struttura delle mostre di solito inserisco sempre un elemento della mostra precedente in quella nuova, in questa in particolare ho mantenuto la figura della balena che ho usato già tante volte in passato e mi sono divertita a unire le tecniche e le idee che ho usato nell’arco di tutti i miei progetti: quindi l’uso del legno, della carta, delle lampadine, del mylar, della cartapesta, la stoffa, il ricamo, il collage e lo stencil.
Quello che risalta subito sono dei fortissimi colori fluo (sono quelli originale anni 80 che usava mio padre quando stampava le t-shirts) e delle grandi scritte usate quasi come slogan. Si spazia dall’uso antico del latino per catalogare e nominare le specie al moderno uso della bomboletta. È tutto molto appariscente, esteticamente abbagliante, la mia visione della bellezza è poco raffinata e molto pop. La serigrafia e lo stencil fanno da padroni…

Ho letto che la tua mostra è ispirata al documentario di Giacomo Giorgi, da cui prende anche il titolo On the Wild Side: cosa ti ha colpito di più del suo lavoro e in che modo ti sei sentita ispirata?
Conosco Giacomo Giorgi da quando era un ragazzino, è stato un membro importante della Sea Sheperd. È una gran persona e come lui i suoi collaboratori. Ammiro la loro attitudine, la passione con cui si prendono cura di certi argomenti. la potenza che esprimono, la capacità di darsi totalmente e di trovare risorse in spirito, di esaltare la bellezza anche dalla crudeltà. Ho pensato che avrei voluto esprimere lo stesso coinvolgimento, lui descrivendo una inutile ferocia io descrivendo una fondamentale ricchezza.
Due facce della stessa medaglia. Quello che è, quello che potrebbe essere-quello che dovrebbe essere.
Coordinare una complessa situazione di armonia e distruzione.
La mia mostra è un sentimento d’amore e ammirazione per tutto il mondo floreale che si arrampica e sale, per il mondo animale fatto di le zampe che corrono, code e musi. per il fascino dello sconosciuto e la meraviglia dello scontato; visto anche da un punto di vista onirico, sognante, surreale e culturale.
Tutto è intorno a noi sempre e tutto sempre ci stupisce.
Come il documentario chiede stop alla caccia, la mia mostra propone delle” soluzioni”.
La mia opera “rabbithead” (per esempio) è la mia visione di nuova razza a metà tra uomo e animale rispettosa di entrambe le specie, soluzione futura e immaginata di integrazione e convivialità.

Sei vegetariana o vegana? Cosa diresti a un carnivoro convinto per farlo desistere dall’ingerire animali?
Sono vegana da 21 anni. è difficile convincere un carnivoro, perché non è di carne che si parla. Né di una dieta. Il veganesimo è “una” delle soluzioni al problema dello sfruttamento e del consumo delle ricchezze della terra e del rispetto della vita. Si tende a immaginare animalisti e ambientalisti come delle persone che curano cause proprie, che non siano anche le nostre. Forse bisognerebbe invece capire che questo è il posto dove i nostri figli crescono e le persone che amiamo vivono – e quello dello sfruttare meno le risorse (e quindi anche non mangiare carne) è un aiuto enorme per mantenere un buon posto dove vivere o cmq cercare di lasciarlo meraviglioso già com’è. Il veganesimo è un’attenzione, una soluzione facile e rispettosa.

Stella Tasca Drago Interview

Il tuo stile viene definito come un mix fra cultura Straight Edge e Pop… come possono queste due anime così contrapposte convivere in te?
lo straight edge è un movimento punk di cui ho fatto parte per tanti anni. Non è collegato strettamente al mio stile pittorico ma al tipo di attitudine che poi mi fa scegliere di portare avanti un progetto invece che un altro. È passato tanto tempo ma le esperienze che ho fatto quando ho cominciato a dipingere hanno comunque influenzato il mio stile poetico. Fa parte del mio background, e siccome questa mostra racchiude tutte le mie tecniche è giusto citare anche il mio percorso evolutivo di persona che parte proprio da una certa scena underground.

Nella tua storia di artista, qual l’opera a cui sei più legata e perchè?
Le mie madonne illuminate. Sono state un bel mix di esperienze di viaggio, di cultura, di mentalità, di lavoro, di famiglia e di tecnica. Ho sempre visto in loro come una “rivelazione” e uno “smascheramento” di un’ipocrisia nascosta sotto sorrisi accennati e abbracci tiepidi. Le armi che ho aggiunto le hanno “svelato” l’anima. Comunque mi sono divertita tantissimo ha scovare santini nelle chiese di Rio de Janeiro e poster assurdi nei negozietti del Vaticano.

So che da più di un anno collabori con la galleria Parione 9, cosa ci racconti di loro e come funziona il vostro rapporto?
Ho conosciuto le galleriste un anno e mezzo fa. Sono state subito disponibili e le mie cose sono piaciute tanto. Per me collaborare con loro è stato importantissimo. Ho avuto due figli in tre anni, sono ancora molto piccoli ma dopo un momento dedicato tutto a loro per me era fondamentale ritrovare il mio posto nell’arte. La galleria Parione9 mi ha coinvolto subito in progetti molto interessanti. È un posto dinamico e io adoro collaborare con le donne.

Stella Tasca Drago Interview
Stella Tasca Drago Interview

Qual’è un’artista del passato che ti ha influenzato? E un’artista contemporaneo che ti ha colpito particolarmente?
Ci sono degli artisti che riescono a stupirmi ogni volta che vedo qualche cosa di loro come Okuda, San Miguel, Patrick Cabral, David Cook, Cheyenne Randall. li guardo, li copio e li invidio. Sono tutti artisti del presente.

Progetti per il prossimo futuro?
Ho un progetto a cui tengo molto, a cui sto lavorando lentamente, si chiama “PIRATE YOUR GOVERNMENT“ e fa parte di un lavoro partito almeno 14 anni fa che ritrae persone nell’ambito artistico in atteggiamenti espressivi ed estetici simili ad un pirata. Saranno dei poster come uso di propaganda del messaggio “pirate your government”, un verbo inventato (“piratizza”) che racchiude il significato di protesta verso tutto quello che ci viene imposto da qualcuno che si erige sopra di noi, che sia un governo, un’istituzione, un politico, un imprenditore, etc. un’imposizione non più accettabile. La parola governo in questo caso racchiude solamente un senso di potere ed è simbolica. Il progetto più ampio e in continua evoluzione è quello di invitare e “arruolare” artisti di vario genere che facciano parte di una subcultura e una controcultura. Ritrarli e farne simboli di divulgazione ideologica sotto (se pur articolato) un pensiero comune. Ognuno cmq con il suo “fuck” personale.
Il mio progetto parte da Roma, mi piacerebbe molto “celebrare” a mio modo i tanti talenti romani che ho conosciuto, con cui ho collaborato ma anche che ho scoperto da poco. È la mia visione, il mio ringraziamento a questa bella e infame Roma che sforna geni e cafoni con la stessa forza.

Cosa consiglieresti a un giovane che vuole intraprendere la carriera d’artista oggi?
Di guardare ovunque, di credere in quello che si fa ma senza infognarsi, di adeguarsi dove ce n’è reale necessità e di non aver paura di cambiare.

Raccontaci una cosa nella vita che non hai ancora fatto e che vorresti molto fare e un’altra che hai fatto e che se potessi tornare indietro non rifaresti più.
Tornando indietro gestirei meglio alcune situazione affettive passate. Vorrei avere l’occasione di vivere in paesi diversi. Mi ci vorrebbero tante vite!!!

Leggi qui l’articolo sull’ultima mostra di Stella

CROSS THE STREETS

  • Autore: Paulo von Vacano (ed.)
  • Formato: Softcover
  • Pagine: 288
  • Data di pubblicazione: Aprile 2017
40,00

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