Interviste Drago

INTERVISTA CON JANETTE BECKMAN

Potresti descrivere cosa significa essere un ribelle negli anni ’70, ’80 e oggi?
Sono andata via di casa per iscrivermi alla scuola d’arte: in quel momento sono diventata una ribelle. Quando mi sono diplomata, il punk britannico e la ribellione giovanile erano già iniziati. Eravamo in recessione, la disoccupazione era diffusa, stavamo combattendo contro il vecchio sistema e contro Margaret Thatcher. Abbiamo ascoltato punk, 2 Tone e reggae, abbiamo marciato per “Rock Against Racism” e letto libri sul femminismo e le Black Panther.
Quando mi sono trasferita a New York, nel 1983, la città era al verde. Canzoni come “The Message” di Grand Master Flash & the Furious Five e “Fight the Power” dei Public Enemy parlavano dell’essere neri in America rivolgendosi alla loro generazione e venivano riprodotte sui boom box e le autoradio. Questi artisti erano ribelli, lo dicevano ad alta voce, trasmettevano messaggi che la gente dei ricchi sobborghi bianchi non voleva sentire.
Oggi i ribelli hanno Internet per diffondere il proprio messaggio. Organizzazioni come “Black Lives Matter” hanno accesso ai social media per promuovere proteste e dibattiti su razzismo e sulle ingiustizie nei confronti delle persone di tutto il mondo.

Janette Beckman,

Janette Beckman | Sex Pistols, Londra 1977

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Janette Beckman | Manifestazione contro Donald Trump, New York, Novembre 2016

Qual è, secondo te, la differenza tra il movimento politico di oggi e quello degli anni Settanta?
La differenza principale è Internet e la comunicazione. Negli anni ’70 dovevamo fare affidamento a giornali e riviste per spargere la voce, il che poteva richiedere settimane. I movimenti politici odierni utilizzano Internet, Instagram, Facebook, SMS, ecc. Tutto ciò permette di far sapere immediatamente alle persone in tutto il mondo cosa sta succedendo.

Cosa significa per te “Black Lives Matter”?
“Black Lives Matter” è la voce di una generazione che parla di centinaia di anni di razzismo, brutalità della polizia e ingiustizie sociali. Sono dei veri ribelli che stanno cambiando il mondo, contro ogni previsione.

Janette Beckman. Black Lives Matter, Street Photography

Janette Beckman | Manifestazione Black Lives Matter, New York, Giugno 2020

Janette Beckman BLack, Lives Matter,Street Photography

Janette Beckman | Black Lives Matter, Scale Antincendio, New York 2020

Qual è la tua fotografia più significativa sul documentario di Youtube che hai realizzato in collaborazione con il cantante jazz Jose James?
È dura: funzionano davvero meglio tutti insieme. Jose, Talia e io abbiamo messo insieme il video 3 ore la sera prima dell’uscita della canzone “When They See Us”, è una vera e propria collaborazione.

Cosa ti ha spinto a fotografare le manifestazioni e le proteste negli ultimi 10 anni?
Durante il lockdown sono stata costretta a uscire e documentare le dimostrazioni, la passione e la rabbia. È stato stimolante e importante. Ho documentato proteste per decenni, da “Rock Against Racism”, “Act Up” sull’Aids, i diritti delle donne, fino a “Occupy Wall Street” e le odierne dimostrazioni di “Black Lives Matter”.

Janette Beckman,

Janette Beckman | Ritratto di Jose James

Janette Beckman. Gucci, Dapper Dan, Street Photography

Janette Beckman | Scatto per la campagna di Gucci 2017 quando il marchio ha collaborato con il designer di Harlem Dapper Dan.

Come hai vissuto la misoginia dell’Hip Hop americano durante il passaggio dal punk all’Hip Hop a New York?
Onestamente non ho avuto problemi. Come fotografa britannica che documentava l’Hip Hop, sono stata accettata e rispettata.

Come si inserisce “Real Recognize Real” nella pubblicità dei marchi del lusso e della moda di strada oggi?
Per me “Real Recognize Real” parla di rispetto e autenticità. Non puoi “comprare” queste cose. I marchi di lusso e streetwear vogliono identificarsi con BLM, ma devono fare il lavoro. Dapper Dan ha avuto l’approccio giusto l’anno scorso quando ha portato il CEO di Gucci ad Harlem per parlare di come apportare modifiche e lavorare sull’approccio alle diversità per il marchio.

Janette Beckman,

Janette Beckman | Gli Ultramagnetic MC posano in una strada di New York, 1989.

Janette Beckman

Janette Beckman | Run-DMC & Posse, Hollis Queens, 1984

Sei una delle poche fotografe che hanno immortalato il movimento Rap dagli inizii fino ad oggi. Puoi descrivere la scena negli anni Settanta e oggi, quali sono le maggiori differenze? Puoi fare una previsione sul futuro della scena Rap nel mondo?
Ho fotografato il mio primo concerto Hip Hop nel 1982 a Londra. Vedere DJ, rapper, breakdancer e street artist esibirsi e fare arte sul palco insieme è stata un’esperienza che mi ha cambiato la vita. Mi sono trasferita a New York due mesi dopo. C’erano ballerini di breakdance sulla musica di strada che risuonava da boom box, treni coperti di graffiti. C’era energia ed eccitazione in città anche se le persone non avevano nulla. Era una città pericolosa, droga, disoccupazione, gente senza fissa dimora, divario tra chi ha e chi non ha, ma da questo è nata la cultura Hip Hop, l’arte della musica, la poesia, la breakdance, lo street style e molto altro ancora. Difficile prevedere il futuro del Rap, abbiamo il virus, la recessione e in questo momento nessuna opportunità di musica dal vivo. Ma gli artisti trasmettono ancora musica su Spotify, fanno i DJ su Instagram Live e trovano modi alternativi per esibirsi.

Quali sono i tuoi progetti futuri?
Sto lavorando con DRAGO su un libro che documenta 40 anni della mia fotografia. Sto scavando negli archivi: punk, Hip Hop, cowboy, gang di L.A., motociclisti di Harlem, ritratti di strada e altro ancora.
Sto anche lavorando a un nuovo servizio fotografico per un giovane artista Rap che ho fotografato a febbraio, ha molto talento e ha oltre 3 milioni di follower su Instagram.
Fra le altre cose voglio realizzare un video, da mostrare nelle scuole d’arte, sul processo del mio lavoro. E ovviamente continuerò a documentare le proteste.

A WAH DO DEM

  • Autore: Boogie
  • Formato: Hardcover
  • Pagine: 128
  • Data di pubblicazione: Febbraio 2016
  • Lingua: Inglese
50,00

LA PORTRAITS

  • Autore: Estevan Oriol
  • Formato: Hardcover
  • Pagine: 136
  • Data di pubblicazione: 2013
  • Lingua: Inglese
50,00

THE STREET IS WATCHING

  • Autore: Artisti Vari
  • Formato: Hardcover
  • Pagine: 440
  • Data di pubblicazione: Maggio 2017
  • Lingua: Inglese
100,00

THIS IS LOS ANGELES

  • Autore: Estevan Oriol
  • Formato: Hardcover
  • Pagine: 224
  • Data di pubblicazione: 2018
  • Lingua: Inglese
80,00

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