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HIP HOP YOU DON’T STOP

“Jayrock and Kendrick Lamar” dalla mostra “Contact High: A Visual History of Hip-Hop”

House of Drago comunica

HIP HOP YOU DON'T STOP

Lawrence Watson, "Roxanne Shanté" dalla mostra “Contact High: A Visual History of Hip-Hop”

Drago, sulla falsa riga della canzone di Krs-One “9 Elements” ha sempre sostenuto che la rivoluzione Hip-Hop avesse avuto un’impatto mondiale sia sull’estetica che sullo stile di vita di tutto il mondo. La credibilità e l’innovazione di questo genere hanno fatto esplodere questa cultura trasformandola in quello che io chiamo “mainstreem delle minoranze”. Due esempi di questa dinamica sono le due mostre di cui qui vi racconto.

Drago, direttamente dalla Grande Mela, omaggia la mostra “Beyond the Streets” (visitabile fino al 25 agosto 2019) che, a cura di Roger Gastman, batte un cinque a leggende come Futura, Shepard Fairey aka Obey the Giant, Faith XLVII, Chaz Bojorquez, Felipe Pantone, che hanno tutti già pubblicato con Drago, insieme a una lunga lista di artisti che spaccano tra i quali SWOON, VHILS, Takashi Murakami, Richard Hambleton, Keith Haring e Guerrilla Girls.

Paul Insect, dettaglio dall'opera "Now We Are Far Away 2018" nella mostra "Beyond the Streets", New York
LL Cool J, Roger Gastman ed io all'inaugurazione della mostra "Beyond the Streets", New York
Invader nella mostra "Beyond the Streets", New York

Roger Gastman ha fatto una cosa che nessun’altro aveva mai fatto finora: dopo aver inaugurato “Beyond the Streets” nel quartiere Werkatz di Los Angeles ha deciso di replicare la mostra in uno dei maggiori epicentri hipster di Williamsburg, New York. NY è speciale! E’ stato un piacere vedere esposti grandi fotografi come Estevan Oriol, Glen E. Friedman, C.R. Stecyk III, Dash Snow, Jamel Shabazz e Martha Cooper, tutte pietre miliari della street photography.

Sono a sinistra con il fotografo Estevan Oriol che ha preso parte alle due mostre con l’iconica L.A. Fingers. Los Angeles, 1995, qui siamo all’interno di: “Contact High: A Visual History of Hip-Hop”

Questa esperienza è stata una bomba: siamo sopravvissuti a Williamsburg e a tutta l’armata di hipsters, bloggers, e fans del movimento Pride per atterrare nella Città degli Angeli all’eccezionale  mostra “Contact High: A Visual History of Hip-Hop” a cura di Vikki Tobak allestita all’Annenberg Space for Photography (visitabile fino al 18 agosto 2019).

Sophie Bramly, "Futura and Keith Haring". New York, 1983 dalla mostra “Contact High: A Visual History of Hip-Hop”

Questa mostra è la storia del Hip-Hop attraverso le immagini scelte di famosi fotografi della scena Hip-Hop. Ho visitato la mostra con il mio amico e “padrino” Estevan Oriol che espone nelle due mostre di New York e Los Angeles l’iconica L.A. Fingers.

E’ stato un grande piacere vedere fotografi illuminati come Ricky Flores, Janette Beckmann, Glen E. Friedman, Ricky Powell, Jayson Keeling, Delphine E. Fawundu, Eric Johnson, Joe Conzo Jr, Martha Cooper, Angela Boatwright, Estevan Oriol, Jamel Shabazz e in particolare Lawrence Watson la sua straordinaria fotografia Have A Nice Day Asshole (“Roxanne Shanté”).

Glen E. Freidman "Public Enemy, It Takes a Nation of Millions to Hold Us Back" dalla mostra: “Contact High: A Visual History of Hip-Hop”
Danny Hastings "Wu-Tang Clan, Enter the Wu-Tang" (36 Chambers) dalla mostra: “Contact High: A Visual History of Hip-Hop”

Questa mostra è arricchita dalla crème de la crème di fotografie storiche e da un documentario che racconta le immagini dal punto di vista dei fotografi del momento.

Molti dei fotografi delle due mostre sono pubblicati nella nostra antologia di street photography che Drago ha ideato e pubblicato qualche anno fa dal titolo “The Street is Watching: Where Street Knowledge Meets Photography”. La visione Hip-Hop in un’estetica globale.

666 sopra ogni cosa! La rivelazione della rivoluzione dello S-Style continua. SICK GLORIA TRANSIT MUNDI.

 

By Paulo von Vacano

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