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CROSSROADS | A GLIPSE INTO THE LIFE OF ALICE PASQUINI

Sbirciamo fra le pagine

Crossroads, a glimpse into the life of Alice Pasquini è la prima antologia dei lavori di Alicè, una delle più rinomate street artist donna a livello internazionale. In più di 300 pagine, 200 immagini a colori e diversi estratti inediti dal suo sketchbook, Crossroads racconta la vita e le opere di Alice Pasquini, prolifica illustratrice, disegnatrice e pittrice che da più di dieci anni regala alle città di tutto il mondo i propri lavori: donne e bambini che diventano parte integrante di ogni contesto urbano. Passando da lavori enormi – come la parete del Museo Italiano di Melbourne – a piccoli cammei a Londra o Marsiglia, Alice Pasquini in ogni viaggio esprime la propria creatività attraverso uno stile inconfondibile. Le immagini raccolte in Crossroads provengono da fotografi del calibro di Martha Cooper e Ian Cox. Il volume è corredato dall’introduzione dell’editore Paulo von Vacano, dai testi di Jessica Stewart e dei giornalisti Nicolas Ballario (Rolling Stone) e Stephen Heyman (New York Times). Interventi di Serena Dandini, DJ Gruff e Chef Rubio.

Dipingo nei luoghi dove sono stata, dove ho un vissuto da condividere con le persone, con la città, rappresentando storie intime in uno spazio pubblico. (Alice Pasquini)

Agrodolce, talentuosa oltre ogni rimprovero, con un’etica del la­voro che non ha il tasto off, queste sono le caratteristiche che rendono Alice al di sopra delle masse. (Jessica Stewart)

Alice Pasquini, Cività Campomarano, Italy, Street Art, Mural

Cività Campomarano, Italia, 2008 © Ian Cox

L'altro sguardo

La terra piange, la terra brucia. Le ferite rimarginano, le cicatrici rimangono. Come Nerone che cantava con la lira (l’ira) mentre Roma era lambita dalle fiamme, una neoligarchia feudalica decadente ancora delira, sgarrando come i bulli romani con Santa Smacola. La storia dei coltelli romani durante il periodo dei bulli dimostra che queste armi venivano intese come simbolo di passione, amore e devozione. E morte. Il lavoro di Alice è proprio questo: con la sua spiritualità, attraverso lo stile della strada, l’artista usa l’energia positiva della passione e dell’amore trasformando la lama in un amare re-evoluzionario, come i los descamisados di una società civile agonizzante.

Siamo vissuti all’alba di un nuovo millennio e, come ho scritto più volte, viviamo nello Zeitgeist del NeWe (Neue Welt, Nuovo Mondo) dove una loggia finanziaria capitalista, alleata con una casta politica acefala e in connessione viscerale con le macchine, sta trasformando il mondo reale in una carcassa sociale. Decadenza e degenerazione in un continuo Panem et Circensem, all’ombra di una Società dello Spettacolo debordiana, un Brave New World huxleriano inseguito dallo spettro dell’imbarbarimento globale e della triste guerra tra poveri, atta soltanto a mascherare il fallimento di questa flebile prospettiva.

Alice Pasquini,

Last Passenger | Zynderia Studios, Los Angeles, USA, Settembre 2017 © Colabs

Il crollo ideologico dei vari -ismi tiene ancora in ostaggio il 99% della popolazione ed è ormai chiaro a tutti quale sia il suo tallone d’Achille: nessuno è riuscito a mantenere le promesse di un futuro “positivo”. Questa tragedia, o commedia o come la si vuole chiamare, ha mille nomi e mille volti ma una sola cosa accumuna tutte le sue sfaccettature: evidentemente una società per maschi, gestita da maschi, non ha funzionato.

È dalla strada che nascono le rivoluzioni. E tutte le strade portano a Roma. Alice lo sa bene…

Non si nasce in strada, ma in strada si impara a vivere. Chi sopravvive alle strade di Roma è in grado di conquistare il mondo. Alice è romana, donna, artista, combattente e coraggiosa, in grado di affermare sé stessa nella cerchia più patriarcale – la Street Art – di quella lobby patriarcale che è il mondo dell’arte. La figura dell’artista ha da sempre rappresentato una sorta di MC, dei Masters of Cerimony (o Crime, in questo caso) in grado di trasformare le energie negative in positive. Gli artisti captano il futuro, lo “sentono” e lo raccontano, con il proprio linguaggio, a chi li vuole ascoltare.

Panta Rei | Londra, UK, Giugno 2013 © Jessica Stewart

Come editore, impegnato nel mondo dell’arte contemporanea e della cultura indipendente alternativa da più di vent’anni mi trovo sempre a ricordare che viviamo nella fase del REP (Remix delle Culture Pop) in cui esiste soltanto un’avanguardia che è quella del sic! (Sistema indipendente della Cultura). Negli ultimi 50 anni si è venuta a creare un’aristocrazia della strada costituita da pusher creativi che rappresentano una minoranza illuminata diventata ormai l’unica espressione diretta di una tendenza che a oggi è l’unica alternativa alla guerra, voluta da una casta maschile, per nascondere le proprie mancanze e confondere i veri valori. Ed è lì che mi piace guardare, con la mia lira.

Crossroads vuole essere la celebrazione del lavoro di Alice Pasquini, artista che non si nasconde dietro a uno pseudonimo che ma che, orgogliosa del suo nome, gira il mondo per distribuire la sua visione a tutti, dal carcere di Melilla ai panorami mozzafiato di Sao Paulo, dalla sua amata Civita ai grattacieli di New York.

Per dipingere per strada devi avere le “palle”. Devi essere forte per arrampicarti fin lassù. Come fai a spostare la scala da sola? Non hai paura a girare per le strade di notte? Queste e altre mille questioni di genere sono state poste ad Alice nel corso della sua carriera.

Untitled | Nuart Festival, Aberdeen, UK, 2017 © Alice Pasquini

La Street Art è un territorio maschile, popolato da maschi che si confrontano con maschi e vengono giudicati da maschi. La Street Art femminile è giovane, minoritaria e vittima di pregiudizi. I giornalisti preferiscono avere una foto di Alice che lavora sul muro piuttosto che una foto del muro finito di Alice. Il sensazionalismo è il suo sesso, non la sua bravura. Anche questo scoglio è stato abbattuto dalla nostra eroina, che ha dipinto muri più grandi, con temi più scottanti in paesi più lontani. Una donna artista deve impegnarsi a far guardare oltre sé, a far parlare del proprio lavoro e non della propria condizione “subalterna”, del suo handicap di non essere uomo, maschio.

Abbiamo bisogno di più eroina.

Alice vuole «Spingere le persone a voltare la testa, ad apprezzare angoli di città che giacevano nell’oblio e a guardarli con occhi nuovi». Alice l’artista vuole occupare grandi spazi e rendere le sue opere a portata di tutti; Alice la donna vuole apportare il proprio contributo nel migliorare il nostro mondo e la condizione di chi lo popola.

La Street Art è una corrente da sempre legata a doppio nodo con il sociale e con i temi cari a quel 99% di cui parlavo prima. Bene, l’impegno sociale di Alice è contro tendenza e contro corrente perché nasce da uno spirito femminile, attento a tematiche diverse e frutto di una sensibilità particolare. Come afferma lei stessa, «Quello che cerco non è la rispondenza a un canone del gusto, ma a un criterio interno».

We All Swim In The Same Waters | Millentor Stadium, Amburgo, Germania, Luglio 2016 © Alice Pasquini

Il suo mondo è popolato da donne e bambini, che colpiscono a primo impatto perché “diversi” da come siamo abituati a vederli rappresentati. Le sue donne sono esseri pensanti, provano dei sentimenti, e questo lo si vede dall’espressione del volto, dagli occhi. Le donne sui billboards, che tentano di convincerti che hai bisogno di un nuovo orologio alla moda, o che se comprerai questa particolare automobile verrai considerato una persona di successo, sono altro. Sono donne che non provano sentimenti, ma che cercano di farli provare a te. Sono funzionali a una forma di erotismo, espongono il proprio corpo alla mercé di tutti e usano la propria bellezza per farsi desiderare e far desiderare il prodotto a cui sono connesse. Allo stesso tempo i bambini di Alice sono spettinati, veri, sognanti e soprattutto ti guardano. Anch’essi non sono il solito oggetto da esporre, sinonimo di famiglia perfetta, sono bambini e in quanto tali esprimono la propria incoscienza, energia vitale e ribellione naturale. Forse pensano, addirittura.

Questo turba e colpisce, questo rimane nella mente dei passanti più o meno vicini al mondo dell’arte e della critica. Una donna soggetto e non oggetto, una donna che è ritratta sul muro non per la sua bellezza ma per un altro motivo, e tu vuoi sapere qual è. Quindi la guardi, poi la riguardi, fino quasi a darle un nome.

Uno sguardo femminile visto da uno sguardo femminile. E l’arte sta a guardare.

Per questo Alice continua a dipingere, arrampicata sul muro più alto o con la testa china sul suo inseparabile sketchbook, perché “sapeva che sarebbe stato sufficiente aprire gli occhi per tornare alla sbiadita realtà senza fantasia degli adulti” come scrisse Lewis Carroll in Alice nel Paese delle Meraviglie.

ALICE PASQUINI LIMITED EDITION PRINT

  • Autore: Alice Pasquini
  • Data di pubblicazione: Dicembre 2019
100,00

CROSSROADS

  • Autore: Alice Pasquini
  • Formato: Softcover
  • Pagine: 324
  • Data di pubblicazione: Dicembre 2019
  • Lingua: Inglese, Italiano
70,00

CROSSROADS + STAMPA IN EDIZIONE LIMITATA

  • Autore: Alice Pasquini
  • Formato: Softcover
  • Pagine: 324
  • Data di pubblicazione: Dicembre 2019
  • Lingua: Inglese, Italiano
150,00

STEN & LEX

  • Autore: Sten & Lex
  • Formato: Hardcover
  • Pagine: 40
  • Data di pubblicazione: 2009
  • Lingua: Inglese, Italiano
26,00

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